La costante implementazione del web (vedi ad esempio l'avvento del Web 2.0) e l'ottimizzazione dei collegamenti ADSL hanno permesso uno sviluppo ormai smodato di tutte quelle applicazioni relative alla creazione e gestione dei social network on line. E la cosa non appare per nulla strana: comodo è, infatti, avere un punto di riferimento da condividere con gli amici sparsi per il mondo, così come è divertente pubblicare il proprio profilo ed aspettare che qualcuno ci contatti per stringere amicizia. In alcuni casi, poi, la nostra opera di networking si può rivelare addirittura necessaria per portare avanti i nostri affari, soprattutto se siamo impegnati nel campo delle pubbliche relazioni o dobbiamo sponsorizzare un prodotto (materiale o immateriale che sia). Il 2003 è stato l'anno in cui è iniziata la diffusione di massa dei siti dedicati al social network ed oggi sono innumerevoli i servizi messi a disposizione per soddisfare le esigenze più disparate; tra i più famosi appare giusto ricordare Linkedin, Orkut (lanciato da Google nel 2004), aNobii, Flickr (dedicato soprattutto alla condivisione di materiale fotografico), Del.icio.us, Digg (catalogabili come social bookmarking) e i due più gettonati, Myspace e Facebook.
Quest'ultimo nell'aprile
Facebook: struttura e caratteristiche
Le principali differenze che intercorrono tra la rete sociale creata da Tom Anderson e Chris DeWolfe e Facebook si possono riassumere in due punti fondamentali: minima possibilità di personalizzazione estetica (anche se ci sono diverse applicazioni accessorie); massima attenzione verso la costruzione di una fitta rete di contatti. L'interfaccia principale di Facebook – sfondo bianco e con dettagli blu – è semplice, pulita, e non presenta alcuna possibilità di intervenire sul codice HTML, ma permette comunque di pubblicare video, caricare foto, mettere in piedi un'accanita opera di bookmarking, scrivere pagine e pagine di pensieri. L'unica differenza rispetto ai suoi concorrenti (e qui ci addentriamo nel secondo punto elencato) è che tutto viene fatto in maniera tale da essere reso pubblico ai nostri amici. Se carico una foto, ad esempio, ho la possibilità di inserire dei link invisibili sull'immagine in relazione ai volti delle persone presenti, in modo tale che chiunque veda quella foto può trasferirsi direttamente sulla piattaforma della persona selezionata. Ovviamente previa accettazione della richiesta se non si è già amico di quella persona. Infatti, con Facebook si limita il significato di “gruppo” a quelle persone che sono palesemente in interazione reciproca, sostenendo – come sostiene anche il suo ideatore nello stralcio di intervista sopra riportata – una politica di netta chiusura verso l'esterno e di tutela della privacy: l'internauta di passaggio non può accedere ad alcuna informazione riguardante i membri della community, a meno che non si iscriva a Facebook ed esprima la volontà di diventare amico dei soggetti a cui è interessato, lasciandogli comunque la decisione ultima di accettare o meno l'invito.

Seppur molto indicativo, il processo di applicazione dei link sulle proprie fotografie e il relativo gioco di rimandi tra tutti i componenti, è solo un esempio delle molteplici funzioni di Facebook, rivolte, come abbiamo già suggerito, all'implementazione e allo sviluppo di una rete di contatti anche abbastanza significativa. Contatti che, tra l'altro, si accumulano attraverso quello che possiamo definire un processo a catena legato alla doppia natura di spazio sia confidenziale che pubblico di Facebook. Ogni volta che facciamo visita ad un nostro amico, troviamo la finestra in cui vengono elencati tutti gli eventuali contatti che abbiamo in comune; appena sotto, invece, abbiamo la lista completa degli amici della persona a cui abbiamo fatto visita. Seppur presente, sembra comunque poco diffusa la pratica di contattare persone con le quali non si ha assolutamente nessun rapporto, tanto che nelle comunità che sorgono su Facebook si possono identificare quelle che il sociologo Robert F. Bales attribuisce ai piccoli gruppi, ovvero: “qualsiasi numero di persone impegnate in interazione reciproca in una singola riunione che li ponga a contatto diretto, o in una serie di riunioni di questo tipo, in cui ogni membro riceve una qualche impressione o percezione di ognuno degli altri membri” (Madge J., 2006:530).
Nexus, i gruppi e i sottogruppi
Con Facebook, quindi, siamo spinti a collezionare – a volte anche in maniera superflua – amici su amici e l'unico strumento di default che abbiamo per definire una sorta di “vicinanza” con i diversi contatti è la finestra indicante gli amici in comune. Ben poca cosa se pensiamo alle possibilità che ci vengono offerte da Nexus, un'applicazione accessoria creata da un utente della stessa rete Facebook che risponde al nome di Ivan Kozik e che permette di riportare in forma grafica i gruppi e i sottogruppi presenti nel nostro portfolio di amici in base agli interessi in comune (quindi simile ad un programma dedicato a Facebook molto simile, Friendwheel). Le opzioni grafiche consentono di visualizzare le nebulose di punti in modalità spring o radial e di utilizzare, per ognuna di esse, uno sfondo bianco o scuro. Nell'angolo in alto a destra ci sono i comandi per ingrandire o rimpicciolire le immagini (100, 62, 38,
Riassunto in poche righe, questo processo può sembrare alquanto contorto; per questo motivo, al fine di esplicitare al meglio le funzioni dell'applicazione presa in esame, ho deciso di applicare Nexus al mio contatto Facebook e riportare in questa sede le principali caratteristiche dei grafici derivati. Sia nella versione spring che radial (rispettivamente prima e seconda immagine, in basso) possiamo notare che gli elementi grafici dominanti sono una serie di punti, alcuni più vicini ed altri più lontani, uniti da linee di diverso colore.


I punti, come è facilmente intuibile, rappresentano i miei amici, mentre le linee indicano il reciproco rapporto tra di essi e la sua intensità (direttamente proporzionale all'intensità del colore della linea). Nell'osservare le immagini delle due modalità grafiche, qui sotto proposte, differenze e similitudini appaiono evidenti. Nella prima immagine abbiamo la prospettiva spring che ci propone due gruppi di amici ben distinti, anche se la disposizione spaziale dei punti è piuttosto disordinata se la confrontiamo con quella che ritroviamo nel grafico radial, riportato nella seconda immagine. Questo avviene perché nella modalità spring il punto centrale dal quale dipendono tutti gli altri non è arbitrario ma agglutina tutti gli elementi a sé in virtù delle loro caratteristiche in termini di “numero di amici”: più ci avviciniamo al centro della nebulosa e maggiore è il numero di contatti per punto. Nella versione radial, invece, la posizione dei soggetti non è data dal numero di amici ma dalla comunanza dei rapporti che detengono con i rispettivi contatti e i punti centrali non hanno alcun valore se non quello di permettere all'algoritmo di Nexus di articolare il grafico radiale. Come si sarà certamente notato, infatti, nella seconda immagine si possono individuare diverse forme (alcune appena accennate) circolari che rappresentano sottogruppi di individui che possiedono interessi in comune e che, soprattutto, prescindo dal singolo rapporto. Infatti, si possono trovare amicizie molto strette (indicate da un collegamento di colore diverso) anche tra soggetti molto distanti. Per quanto concerne i punti esterni, invece, – e questo riguarda entrambe le grafiche – il motivo della loro posizione riguarda esclusivamente l'assenza di rapporti. Minora sarà il numero di amici e maggiore sarà la distanza dalla nebulosa.
Società Vs Comunità
L'aspetto più importante che sono riuscito a determinare dalle grafiche riguardanti le mie amicizie su Facebook è relativo alla rappresentazione delle due realtà in cui – essendo uno studente fuori sede – solitamente mi divido, Roma e il mio piccolo paese di residenza. Considerando la seconda immagine, grafica radial, nell'angolo in basso a sinistra abbiamo le mie amicizie romane, suddivise in un sottogruppo appena accennato (ex colleghi di università) che occupano il lato esterno sinistro, e in un altro più marcato verso l'interno (colleghi e amici che attualmente frequento).
Alcuni punti si spingono fuori, ed altri – per la precisione due – si avvicinano ma rimangono separati e formano una diade solitaria. In alto a destra, invece, abbiamo le mie amicizie “di paese” e come si può sicuramente notare c'è un'assenza quasi netta di interferenze in quella che è una circonferenza di interessi quasi perfetta. Al suo interno si forma un sottogruppo piuttosto stretto nel quale vengono condivisi molti interessi e al lato esterno destro c'è un accenno di un possibile altro sottogruppo, ma nel complesso appare molto più coeso rispetto a quello relativo alle amicizie capitoline. La conclusione di questa mia analisi dei gruppi e sottogruppi di Facebook rilevati dall'algoritmo di Nexus è molto semplice: i miei amici del paese hanno una percentuale di interessi simili (radial) e di amici in comune maggiore (spring) a quella che caratterizza gli amici che possiedo a Roma.
Questo ragionamento, però, appare incompleto, soprattutto perché si basa su dei dati parziali, ricavati da un singolo esperimento che dovrebbe essere ripetuto da prospettive differenti. A tal proposito, appare utile prendere in esame quest'ulteriore grafico ricavato dall'applicazione Nexus di un mio amico di Roma (vedi in basso). Come possiamo notare, la grafica radial di questo contatto Facebook è nettamente più articolata della mia, ma non presenta nessuna scissione fondamentale: i suoi amici si concentrano in un'unica nebulosa, dando origine ad un numero maggiore di sottogruppi (tra i quali anche quello dei colleghi ed amici attualmente frequentati presente nel mio grafico), diadi e monadi totalmente isolate. I suoi amici si concentrano principalmente a Roma e Nexus li riporta in una sola grafica frastagliata, confermando (ovviamente non i maniera esaustiva) la differenza tra amici “di comunità” e amici “di società” accennata poc'anzi in relazione a quelle che erano le caratteristiche dei miei grafici.
Riassunto in poche righe, questo processo può sembrare alquanto contorto; per questo motivo, al fine di esplicitare al meglio le funzioni dell'applicazione presa in esame, ho deciso di applicare Nexus al mio contatto Facebook e riportare in questa sede le principali caratteristiche dei grafici derivati. Sia nella versione spring che radial (rispettivamente prima e seconda immagine, in basso) possiamo notare che gli elementi grafici dominanti sono una serie di punti, alcuni più vicini ed altri più lontani, uniti da linee di diverso colore. I punti, come è facilmente intuibile, rappresentano i miei amici, mentre le linee indicano il reciproco rapporto tra di essi e la sua intensità (direttamente proporzionale all'intensità del colore della linea). Nell'osservare le immagini delle due modalità grafiche, qui sotto proposte, differenze e similitudini appaiono evidenti. Nella prima immagine abbiamo la prospettiva spring che ci propone due gruppi di amici ben distinti, anche se la disposizione spaziale dei punti è piuttosto disordinata se la confrontiamo con quella che ritroviamo nel grafico radial, riportato nella seconda immagine. Questo avviene perché nella modalità spring il punto centrale dal quale dipendono tutti gli altri non è arbitrario ma agglutina tutti gli elementi a sé in virtù delle loro caratteristiche in termini di “numero di amici”: più ci avviciniamo al centro della nebulosa e maggiore è il numero di contatti per punto. Nella versione radial, invece, la posizione dei soggetti non è data dal numero di amici ma dalla comunanza dei rapporti che detengono con i rispettivi contatti e i punti centrali non hanno alcun valore se non quello di permettere all'algoritmo di Nexus di articolare il grafico radiale. Come si sarà certamente notato, infatti, nella seconda immagine si possono individuare diverse forme (alcune appena accennate) circolari che rappresentano sottogruppi di individui che possiedono interessi in comune e che, soprattutto, prescindo dal singolo rapporto. Infatti, si possono trovare amicizie molto strette (indicate da un collegamento di colore diverso) anche tra soggetti molto distanti. Per quanto concerne i punti esterni, invece, – e questo riguarda entrambe le grafiche – il motivo della loro posizione riguarda esclusivamente l'assenza di rapporti. Minora sarà il numero di amici e maggiore sarà la distanza dalla nebulosa.
Società Vs Comunità
L'aspetto più importante che sono riuscito a determinare dalle grafiche riguardanti le mie amicizie su Facebook è relativo alla rappresentazione delle due realtà in cui – essendo uno studente fuori sede – solitamente mi divido, Roma e il mio piccolo paese di residenza. Considerando la seconda immagine, grafica radial, nell'angolo in basso a sinistra abbiamo le mie amicizie romane, suddivise in un sottogruppo appena accennato (ex colleghi di università) che occupano il lato esterno sinistro, e in un altro più marcato verso l'interno (colleghi e amici che attualmente frequento).
Alcuni punti si spingono fuori, ed altri – per la precisione due – si avvicinano ma rimangono separati e formano una diade solitaria. In alto a destra, invece, abbiamo le mie amicizie “di paese” e come si può sicuramente notare c'è un'assenza quasi netta di interferenze in quella che è una circonferenza di interessi quasi perfetta. Al suo interno si forma un sottogruppo piuttosto stretto nel quale vengono condivisi molti interessi e al lato esterno destro c'è un accenno di un possibile altro sottogruppo, ma nel complesso appare molto più coeso rispetto a quello relativo alle amicizie capitoline. La conclusione di questa mia analisi dei gruppi e sottogruppi di Facebook rilevati dall'algoritmo di Nexus è molto semplice: i miei amici del paese hanno una percentuale di interessi simili (radial) e di amici in comune maggiore (spring) a quella che caratterizza gli amici che possiedo a Roma.
Questo ragionamento, però, appare incompleto, soprattutto perché si basa su dei dati parziali, ricavati da un singolo esperimento che dovrebbe essere ripetuto da prospettive differenti. A tal proposito, appare utile prendere in esame quest'ulteriore grafico ricavato dall'applicazione Nexus di un mio amico di Roma (vedi in basso). Come possiamo notare, la grafica radial di questo contatto Facebook è nettamente più articolata della mia, ma non presenta nessuna scissione fondamentale: i suoi amici si concentrano in un'unica nebulosa, dando origine ad un numero maggiore di sottogruppi (tra i quali anche quello dei colleghi ed amici attualmente frequentati presente nel mio grafico), diadi e monadi totalmente isolate. I suoi amici si concentrano principalmente a Roma e Nexus li riporta in una sola grafica frastagliata, confermando (ovviamente non i maniera esaustiva) la differenza tra amici “di comunità” e amici “di società” accennata poc'anzi in relazione a quelle che erano le caratteristiche dei miei grafici.
Facebook: struttura e caratteristiche
Le principali differenze che intercorrono tra la rete sociale creata da Tom Anderson e Chris DeWolfe e Facebook si possono riassumere in due punti fondamentali: minima possibilità di personalizzazione estetica (anche se ci sono diverse applicazioni accessorie); massima attenzione verso la costruzione di una fitta rete di contatti. L'interfaccia principale di Facebook – sfondo bianco e con dettagli blu – è semplice, pulita, e non presenta alcuna possibilità di intervenire sul codice HTML, ma permette comunque di pubblicare video, caricare foto, mettere in piedi un'accanita opera di bookmarking, scrivere pagine e pagine di pensieri. L'unica differenza rispetto ai suoi concorrenti (e qui ci addentriamo nel secondo punto elencato) è che tutto viene fatto in maniera tale da essere reso pubblico ai nostri amici. Se carico una foto, ad esempio, ho la possibilità di inserire dei link invisibili sull'immagine in relazione ai volti delle persone presenti, in modo tale che chiunque veda quella foto può trasferirsi direttamente sulla piattaforma della persona selezionata. Ovviamente previa accettazione della richiesta se non si è già amico di quella persona. Infatti, con Facebook si limita il significato di “gruppo” a quelle persone che sono palesemente in interazione reciproca, sostenendo – come sostiene anche il suo ideatore nello stralcio di intervista sopra riportata – una politica di netta chiusura verso l'esterno e di tutela della privacy: l'internauta di passaggio non può accedere ad alcuna informazione riguardante i membri della community, a meno che non si iscriva a Facebook ed esprima la volontà di diventare amico dei soggetti a cui è interessato, lasciandogli comunque la decisione ultima di accettare o meno l'invito.
Seppur molto indicativo, il processo di applicazione dei link sulle proprie fotografie e il relativo gioco di rimandi tra tutti i componenti, è solo un esempio delle molteplici funzioni di Facebook, rivolte, come abbiamo già suggerito, all'implementazione e allo sviluppo di una rete di contatti anche abbastanza significativa. Contatti che, tra l'altro, si accumulano attraverso quello che possiamo definire un processo a catena legato alla doppia natura di spazio sia confidenziale che pubblico di Facebook. Ogni volta che facciamo visita ad un nostro amico, troviamo la finestra in cui vengono elencati tutti gli eventuali contatti che abbiamo in comune; appena sotto, invece, abbiamo la lista completa degli amici della persona a cui abbiamo fatto visita. Seppur presente, sembra comunque poco diffusa la pratica di contattare persone con le quali non si ha assolutamente nessun rapporto, tanto che nelle comunità che sorgono su Facebook si possono identificare quelle che il sociologo Robert F. Bales attribuisce ai piccoli gruppi, ovvero: “qualsiasi numero di persone impegnate in interazione reciproca in una singola riunione che li ponga a contatto diretto, o in una serie di riunioni di questo tipo, in cui ogni membro riceve una qualche impressione o percezione di ognuno degli altri membri” (Madge J., 2006:530).
Nexus, i gruppi e i sottogruppi
Con Facebook, quindi, siamo spinti a collezionare – a volte anche in maniera superflua – amici su amici e l'unico strumento di default che abbiamo per definire una sorta di “vicinanza” con i diversi contatti è la finestra indicante gli amici in comune. Ben poca cosa se pensiamo alle possibilità che ci vengono offerte da Nexus, un'applicazione accessoria creata da un utente della stessa rete Facebook che risponde al nome di Ivan Kozik e che permette di riportare in forma grafica i gruppi e i sottogruppi presenti nel nostro portfolio di amici in base agli interessi in comune (quindi simile ad un programma dedicato a Facebook molto simile, Friendwheel). Le opzioni grafiche consentono di visualizzare le nebulose di punti in modalità spring o radial e di utilizzare, per ognuna di esse, uno sfondo bianco o scuro. Nell'angolo in alto a destra ci sono i comandi per ingrandire o rimpicciolire le immagini (100, 62, 38,
Riassunto in poche righe, questo processo può sembrare alquanto contorto; per questo motivo, al fine di esplicitare al meglio le funzioni dell'applicazione presa in esame, ho deciso di applicare Nexus al mio contatto Facebook e riportare in questa sede le principali caratteristiche dei grafici derivati. Sia nella versione spring che radial (rispettivamente prima e seconda immagine, in basso) possiamo notare che gli elementi grafici dominanti sono una serie di punti, alcuni più vicini ed altri più lontani, uniti da linee di diverso colore. I punti, come è facilmente intuibile, rappresentano i miei amici, mentre le linee indicano il reciproco rapporto tra di essi e la sua intensità (direttamente proporzionale all'intensità del colore della linea). Nell'osservare le immagini delle due modalità grafiche, qui sotto proposte, differenze e similitudini appaiono evidenti. Nella prima immagine abbiamo la prospettiva spring che ci propone due gruppi di amici ben distinti, anche se la disposizione spaziale dei punti è piuttosto disordinata se la confrontiamo con quella che ritroviamo nel grafico radial, riportato nella seconda immagine. Questo avviene perché nella modalità spring il punto centrale dal quale dipendono tutti gli altri non è arbitrario ma agglutina tutti gli elementi a sé in virtù delle loro caratteristiche in termini di “numero di amici”: più ci avviciniamo al centro della nebulosa e maggiore è il numero di contatti per punto. Nella versione radial, invece, la posizione dei soggetti non è data dal numero di amici ma dalla comunanza dei rapporti che detengono con i rispettivi contatti e i punti centrali non hanno alcun valore se non quello di permettere all'algoritmo di Nexus di articolare il grafico radiale. Come si sarà certamente notato, infatti, nella seconda immagine si possono individuare diverse forme (alcune appena accennate) circolari che rappresentano sottogruppi di individui che possiedono interessi in comune e che, soprattutto, prescindo dal singolo rapporto. Infatti, si possono trovare amicizie molto strette (indicate da un collegamento di colore diverso) anche tra soggetti molto distanti. Per quanto concerne i punti esterni, invece, – e questo riguarda entrambe le grafiche – il motivo della loro posizione riguarda esclusivamente l'assenza di rapporti. Minora sarà il numero di amici e maggiore sarà la distanza dalla nebulosa.
Società Vs Comunità
L'aspetto più importante che sono riuscito a determinare dalle grafiche riguardanti le mie amicizie su Facebook è relativo alla rappresentazione delle due realtà in cui – essendo uno studente fuori sede – solitamente mi divido, Roma e il mio piccolo paese di residenza. Considerando la seconda immagine, grafica radial, nell'angolo in basso a sinistra abbiamo le mie amicizie romane, suddivise in un sottogruppo appena accennato (ex colleghi di università) che occupano il lato esterno sinistro, e in un altro più marcato verso l'interno (colleghi e amici che attualmente frequento).
Alcuni punti si spingono fuori, ed altri – per la precisione due – si avvicinano ma rimangono separati e formano una diade solitaria. In alto a destra, invece, abbiamo le mie amicizie “di paese” e come si può sicuramente notare c'è un'assenza quasi netta di interferenze in quella che è una circonferenza di interessi quasi perfetta. Al suo interno si forma un sottogruppo piuttosto stretto nel quale vengono condivisi molti interessi e al lato esterno destro c'è un accenno di un possibile altro sottogruppo, ma nel complesso appare molto più coeso rispetto a quello relativo alle amicizie capitoline. La conclusione di questa mia analisi dei gruppi e sottogruppi di Facebook rilevati dall'algoritmo di Nexus è molto semplice: i miei amici del paese hanno una percentuale di interessi simili (radial) e di amici in comune maggiore (spring) a quella che caratterizza gli amici che possiedo a Roma.
Questo ragionamento, però, appare incompleto, soprattutto perché si basa su dei dati parziali, ricavati da un singolo esperimento che dovrebbe essere ripetuto da prospettive differenti. A tal proposito, appare utile prendere in esame quest'ulteriore grafico ricavato dall'applicazione Nexus di un mio amico di Roma (vedi in basso). Come possiamo notare, la grafica radial di questo contatto Facebook è nettamente più articolata della mia, ma non presenta nessuna scissione fondamentale: i suoi amici si concentrano in un'unica nebulosa, dando origine ad un numero maggiore di sottogruppi (tra i quali anche quello dei colleghi ed amici attualmente frequentati presente nel mio grafico), diadi e monadi totalmente isolate. I suoi amici si concentrano principalmente a Roma e Nexus li riporta in una sola grafica frastagliata, confermando (ovviamente non i maniera esaustiva) la differenza tra amici “di comunità” e amici “di società” accennata poc'anzi in relazione a quelle che erano le caratteristiche dei miei grafici.
Riassunto in poche righe, questo processo può sembrare alquanto contorto; per questo motivo, al fine di esplicitare al meglio le funzioni dell'applicazione presa in esame, ho deciso di applicare Nexus al mio contatto Facebook e riportare in questa sede le principali caratteristiche dei grafici derivati. Sia nella versione spring che radial (rispettivamente prima e seconda immagine, in basso) possiamo notare che gli elementi grafici dominanti sono una serie di punti, alcuni più vicini ed altri più lontani, uniti da linee di diverso colore. I punti, come è facilmente intuibile, rappresentano i miei amici, mentre le linee indicano il reciproco rapporto tra di essi e la sua intensità (direttamente proporzionale all'intensità del colore della linea). Nell'osservare le immagini delle due modalità grafiche, qui sotto proposte, differenze e similitudini appaiono evidenti. Nella prima immagine abbiamo la prospettiva spring che ci propone due gruppi di amici ben distinti, anche se la disposizione spaziale dei punti è piuttosto disordinata se la confrontiamo con quella che ritroviamo nel grafico radial, riportato nella seconda immagine. Questo avviene perché nella modalità spring il punto centrale dal quale dipendono tutti gli altri non è arbitrario ma agglutina tutti gli elementi a sé in virtù delle loro caratteristiche in termini di “numero di amici”: più ci avviciniamo al centro della nebulosa e maggiore è il numero di contatti per punto. Nella versione radial, invece, la posizione dei soggetti non è data dal numero di amici ma dalla comunanza dei rapporti che detengono con i rispettivi contatti e i punti centrali non hanno alcun valore se non quello di permettere all'algoritmo di Nexus di articolare il grafico radiale. Come si sarà certamente notato, infatti, nella seconda immagine si possono individuare diverse forme (alcune appena accennate) circolari che rappresentano sottogruppi di individui che possiedono interessi in comune e che, soprattutto, prescindo dal singolo rapporto. Infatti, si possono trovare amicizie molto strette (indicate da un collegamento di colore diverso) anche tra soggetti molto distanti. Per quanto concerne i punti esterni, invece, – e questo riguarda entrambe le grafiche – il motivo della loro posizione riguarda esclusivamente l'assenza di rapporti. Minora sarà il numero di amici e maggiore sarà la distanza dalla nebulosa.
Società Vs Comunità
L'aspetto più importante che sono riuscito a determinare dalle grafiche riguardanti le mie amicizie su Facebook è relativo alla rappresentazione delle due realtà in cui – essendo uno studente fuori sede – solitamente mi divido, Roma e il mio piccolo paese di residenza. Considerando la seconda immagine, grafica radial, nell'angolo in basso a sinistra abbiamo le mie amicizie romane, suddivise in un sottogruppo appena accennato (ex colleghi di università) che occupano il lato esterno sinistro, e in un altro più marcato verso l'interno (colleghi e amici che attualmente frequento).
Alcuni punti si spingono fuori, ed altri – per la precisione due – si avvicinano ma rimangono separati e formano una diade solitaria. In alto a destra, invece, abbiamo le mie amicizie “di paese” e come si può sicuramente notare c'è un'assenza quasi netta di interferenze in quella che è una circonferenza di interessi quasi perfetta. Al suo interno si forma un sottogruppo piuttosto stretto nel quale vengono condivisi molti interessi e al lato esterno destro c'è un accenno di un possibile altro sottogruppo, ma nel complesso appare molto più coeso rispetto a quello relativo alle amicizie capitoline. La conclusione di questa mia analisi dei gruppi e sottogruppi di Facebook rilevati dall'algoritmo di Nexus è molto semplice: i miei amici del paese hanno una percentuale di interessi simili (radial) e di amici in comune maggiore (spring) a quella che caratterizza gli amici che possiedo a Roma.
Questo ragionamento, però, appare incompleto, soprattutto perché si basa su dei dati parziali, ricavati da un singolo esperimento che dovrebbe essere ripetuto da prospettive differenti. A tal proposito, appare utile prendere in esame quest'ulteriore grafico ricavato dall'applicazione Nexus di un mio amico di Roma (vedi in basso). Come possiamo notare, la grafica radial di questo contatto Facebook è nettamente più articolata della mia, ma non presenta nessuna scissione fondamentale: i suoi amici si concentrano in un'unica nebulosa, dando origine ad un numero maggiore di sottogruppi (tra i quali anche quello dei colleghi ed amici attualmente frequentati presente nel mio grafico), diadi e monadi totalmente isolate. I suoi amici si concentrano principalmente a Roma e Nexus li riporta in una sola grafica frastagliata, confermando (ovviamente non i maniera esaustiva) la differenza tra amici “di comunità” e amici “di società” accennata poc'anzi in relazione a quelle che erano le caratteristiche dei miei grafici.


Madge J., Lo sviluppo dei metodi di ricerca empirica in sociologia, 2006, Bologna, Il Mulino